E-PROCUREMENT E DIGITALIZZAZIONE DELLE PA

L’obiettivo della digitalizzazione nel nuovo Codice Appalti ha un termine ben preciso: 01 gennaio 2024

La gestione degli affidamenti di contratti di lavori, servizi e forniture rappresenta un obiettivo sul quale si è concentrata la massima attenzione, al fine di rendere il sistema sempre più snello, agile e digitalizzato.

Alcuni principi

Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, al Libro I, Parte II, dedica un’apposita sezione alla digitalizzazione.

L’articolo 19 prevede infatti che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti:

  • assicurino la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti (nel rispetto del D.lgs. 82/2005);
  • garantiscano l’esercizio dei diritti di cittadinanza digitale;
  • operino secondo i principi di neutralità tecnologica, di trasparenza, nonché di protezione dei dati personali e di sicurezza informatica.

Al fine di snellire ed agevolare il flusso di dati, il Codice individua il principio del “once and only”, ovverosia, di “unicità dell’invio”, con l’obiettivo di garantire che ciascun dato venga fornito una sola volta a un solo sistema informativo. Tale fondamentale principio si applica ai dati relativi alla programmazione di lavori, opere, servizi e forniture.

Il Codice Appalti, all’articolo 19, comma 5, evidenzia come le stazioni appaltanti debbano adottare misure tecniche e organizzative a presidio della sicurezza informatica e della protezione dei dati personali, assicurando altresì la formazione del personale addetto, garantendone il costante aggiornamento.

Piattaforma e interoperabilità

L’intero ciclo di vita digitale dei contratti pubblici, normalmente articolato in programmazione, progettazione, pubblicazione, affidamento ed esecuzione, dovrà essere gestito per il tramite di piattaforme e servizi digitali fra loro interoperabili.

Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti utilizzano le piattaforme di approvvigionamento digitale per svolgere le procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici.

L’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale (e-procurement) rappresenta, invece, il sistema costituito dalle piattaforme e dai servizi digitali infrastrutturali abilitanti la gestione del ciclo di vita dei contratti pubblici e dalle piattaforme di approvvigionamento digitale utilizzate dalle stazioni appaltanti.

Le piattaforme digitali di e-procurement dovranno essere interoperanti con i servizi della Piattaforma digitale nazionale dati di cui all’articolo 50-ter del codice dell’amministrazione digitale e, attraverso questa, con la banca dati nazionale dei contratti pubblici.

ANAC, che assume fondamentale rilievo nel processo di digitalizzazione, è titolare in via esclusiva della Banca dati nazionale dei contratti pubblici.

L’obiettivo del legislatore è quello di creare un “Portale Unico per gli appalti”.

La Banca dati nazionale dei contratti pubblici, a sua volta, è interoperabile con le piattaforme di approvvigionamento digitale utilizzate dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti, nonché con gli altri sistemi digitali di cui all’articolo 23 del Codice, rendendo disponibili, mediante interoperabilità, i servizi e le informazioni necessari allo svolgimento delle fasi dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici.

Presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici opera il fascicolo virtuale dell’operatore economico.

E’ bene ricordare che nei casi in cui si omettano informazioni o attività necessarie a garantire l’interoperabilità dei dati, l’ANAC effettua una segnalazione all’AGID per l’esercizio dei poteri sanzionatori. L’omissione di informazioni richieste, il rifiuto o l’omissione di attività necessarie a garantire l’interoperabilità delle banche dati coinvolte nel ciclo di vita dei contratti pubblici costituisce violazione di obblighi di transizione digitale punibili ai sensi dell’articolo 18-bis del codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005 (la sanzione pecuniaria oltre a quelle di carattere disciplinare possono andare da € 10.000,00 a € 100.000,00).

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