Gare d’ambito per la distribuzione del gas naturale: normativa e come partecipare

Ogni Comune dovrebbe valutare le opportunità che derivano dalla partecipazione alle gare d’ambito per l’affidamento della distribuzione del gas naturale. Per cogliere l’occasione nel miglior modo possibile bisogna tener conto della normativa, senza soffermarsi soltanto sugli adempimenti burocratici a essa connessi. Ciò si traduce in una profonda conoscenza del settore e di tutte le fasi connesse alle gare gas.

Gare gas: la normativa

Prima di analizzare in dettaglio i possibili scenari legati alla gara d’ambito per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale, è necessario fare una breve premessa dal punto di vista normativo.

Il settore del gas è stato profondamente modificato con l’entrata in vigore del DM n. 226 del 2011, che ha disciplinato le gare per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas secondo gli ambiti territoriali minimi stabiliti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Tale decreto prevede che:

  • i Comuni non possono più svolgere in maniera autonoma la gara per l’affidamento del servizio e devono aderire alla gara indetta dalla stazione appaltante dell’ambito;
  • all’affidamento del servizio a seguito della gara d’ambito, al Comune sia riconosciuto un canone dato da due componenti così come disciplinate dall’art. 8, commi 3 e 4 del decreto stesso.

Oltre a ciò, va tenuto conto di quanto sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico nel chiarimento pubblicato nel sito, circa la possibilità per gli Enti locali di alienare il proprio asset, costituito dalla rete e dagli impianti di distribuzione del gas naturale.

Quali sono i passaggi necessari per partecipare alle gare gas?

Ogni Comune interessato a una gara per l’assegnazione della distribuzione del gas, deve confrontarsi con una serie di attività indispensabili per valutare come procedere nella gara e quali sono le scelte più vantaggiose.

Analisi dello stato di fatto del servizio e delle proprietà

Il rapporto tra il Comune e la Società che gestisce il servizio di distribuzione del gas nel territorio comunale è regolato da una convenzione.
È pertanto necessario valutare nel dettaglio gli atti e le previsioni contrattuali in merito alla proprietà della rete.

Il Comune, infatti, può essere proprietario della rete secondo tre diverse modalità:

  1. devoluzione gratuita da contratto;
  2. rete finanziata o costruita direttamente dal Comune;
  3. opere realizzate a scomputo oneri di urbanizzazione.

Determinazione del valore di alienazione dei beni

Nella sostanza, questo parametro è il canone spettante al comune dopo la gara d’ambito. Per stabilire il suo valore è necessario calcolare il capitale investito netto che l’Autorità riconosce ai fini tariffari sulla base dei dati relativi alla parte di impianto di proprietà.

Tale capitale rappresenta il valore di riferimento, di partenza, per una eventuale alienazione della rete, ma anche la base imponibile sulla quale sarà determinato il canone. Il quale, a sua volta, sarà calcolato come remunerazione del capitale investito netto, applicando le percentuali di remunerazione previste dall’Autorità di settore.

Per svolgere questa attività è necessario analizzare i costi storici così come riportati nelle schede tariffarie dell’Autorità, comunicate dal gestore ai sensi dell’art. 4 del DM 226/2011.

Il valore del capitale investito netto totale, definito dall’Autorità, deve essere ricavato dai documenti trasmessi dal gestore, nelle sue componenti CIN distribuzione e CIN misura.

Valutazione del recupero dei costi storici

Il Comune deve tener conto della possibilità di recuperare la completa stratificazione dei costi storici, che aumenterebbe in maniera significativa il valore delle reti e degli impianti di proprietà. In questa fattispecie possono ricadere le reti finanziate o eseguite direttamente dal Comune o costruite a scomputo oneri di urbanizzazione.

Avvio di un tavolo tecnico

È necessario un tavolo tecnico con l’attuale gestore per definire la corretta ripartizione dei costi storici e per l’eventuale condivisione della quota di capitale investito netto (RAB) di competenza del Comune.

La remunerazione annua del capitale investito si può pertanto determinare una volta noto il capitale investito netto totale.

In caso di mantenimento della proprietà della rete, il canone complessivo sarà dato dalla somma della remunerazione del capitale investito e del canone offerto dall’aggiudicatario.

Per ciò che riguarda questo aspetto, è doveroso segnalare che sono in fase di valutazione, da parte del Governo, proposte pervenute da Anci, per il riconoscimento ai Comuni anche della quota di ammortamento delle reti di proprietà.

Si tratta di un’ipotesi di non facile attuazione, ma in ogni caso potenzialmente molto favorevole per i Comuni. Secondo questa proposta, sarebbe possibile calcolare l’andamento del canone prevedendo, a favore dei Comuni, il riconoscimento anche del valore di ammortamento delle reti di proprietà.

Scelta della soluzione più vantaggiosa

Definiti tutti questi aspetti, l’Amministrazione avrà gli strumenti per prendere una decisione in merito alla possibile alienazione della rete, oppure al mantenimento della proprietà della stessa, al fine di incassare un canone per la remunerazione del capitale investito.

Gli elementi appena esposti sono, inoltre, indispensabili per avviare una trattativa con la società nel periodo transitorio prima della gara d’ambito, per ricevere una adeguata remunerazione.

Perché affidarsi a uno Studio di professionisti per le gare gas?

Gestire tutte le fasi, sopra descritte, connesse alla partecipazione di una gara per la distribuzione del gas naturale, richiede attenzione, preparazione specifica e tempo. Spesso un Comune, impegnato nelle svariate attività quotidiane, può non avere le risorse necessarie per affrontare questa attività.

Il sostegno di uno Studio specializzato ed esperto in materia, consente al Comune di giungere alla scelta più vantaggiosa, attraverso una serie di attività mirate:

  • analisi dell’andamento economico del contratto di servizio in essere, dalla sua sottoscrizione a oggi, con particolare riferimento all’eventuale variazione dei corrispettivi annui ricevuti;
  • stima dei futuri corrispettivi annui rimanenti sino alla conclusione del contratto di servizio in essere, in funzione anche degli investimenti eseguiti, e da eseguire, dal concessionario;
  • valutazione dei corrispettivi annui che potrebbero essere ricevuti dal gestore d’ambito dopo l’avvenuto subentro nella gestione, in relazione anche al valore delle proprietà dell’Ente, e considerando l’attuale legislazione, normativa e regolazione vigenti;
  • stima dei valori economici che potrebbero essere realizzati dall’alienazione delle reti e degli impianti di proprietà dell’Ente, qualora la cessione avvenisse tramite
    la gara d’ambito;
  • calcolo dei valori economici che potrebbero essere realizzati dall’alienazione delle reti e degli impianti di proprietà dell’Ente, qualora la cessione avvenisse prima dell’espletamento della gara d’ambito;
  • individuazione e valutazione di vantaggi e svantaggi (anche in termini giuridici, di concorrenzialità, ecc.), per l’Ente, circa i possibili scenari futuri ipotizzabili, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, è possibile trovare: mantenimento delle proprietà in capo all’Ente, alienazione delle proprietà tramite la gara d’ambito, alienazione delle proprietà prima della gara d’ambito, ecc., considerando l’attuale legislazione, normativa e regolazione vigenti.

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